18 novembre 2017

I Balcani nei libri


Sono nata alla fine degli anni Ottanta, ero quindi troppo piccola quando si è svolta la guerra nei Balcani e non mi ricordo niente di quel periodo.
Amando questa zona d'Europa ho deciso di leggere qualche libro per scoprire cosa fosse successo in quegli anni ed essere più consapevole una volta sul posto.

Ci stiamo avvicinando al Natale, chissà che questo post vi possa dare qualche spunto per fare un regalo a degli amanti dei Balcani.

E' una lettura facile e veloce, adatta anche ai bambini.
L'autrice quando scoppiò la guerra a Sarajevo aveva solo 11 anni.
Come molte bambine tiene un diario segreto dove racconta la quotidianità delle sue giornate che viene però sconvolta dal conflitto. Decide quindi di raccontare alla sua amica immaginaria la cronaca delle giornate sotto assedio.
Zlata scrivendo vuole dar voce "ai tremila bambini morti sotto le bombe, agli invalidi che s'incontrano per le strade privi di un braccio o di una gamba".

Come fossi solo - Marco Magini


"A Srebenica l'unico modo per restare innocenti era morire"
Questo libro racconta il massacro di Srebenica da tre punti di vista diversi: Romeo Gonzalez, magistrato spagnolo del Tribunale penale internazionale, Dirk, casco blu olandese di stanza a Srebenica e il soldato serbo-croato Drazen Erdemovic.
Drazen è il vero (e realmente esistito) protagonista della storia, un volontario dell'esercito serbo, l'unico a confessare di aver preso parte al massacro e l'unico ad essere stato processato e condannato a 10 anni.
Non è un libro adatto ai bambini, sia per l'argomento trattato che per come viene raccontato, ma è scorrevole e personalmente mi è piaciuto.

* Il violoncellista di Sarajevo - Galloway Steven


Per onorare la morte di 22 persone che erano in fila per acquistare il pane un violoncellista suonò per strada, incurante dei cecchini, ogni giorno alle 16 per 22 giorni. 
Attorno a questa figura si svolgono le storie dei tre personaggi del romanzo: Kenan che ogni 4/5 giorni deve affrontare un viaggio di pochi chilometri ma disseminato di pericoli per arrivare fino alla fabbrica della birra per procurare l'acqua per la sua famiglia e per una vicina; Dragan, che lavora in un panificio e deve sfidare i cecchini per poter arrivare al lavoro; Freccia, nome di "battaglia" di una ragazza che passa le giornate appostata con l'obiettivo di uccidere i cecchini che stanno seminando il terrore in città e che verrà incaricata di proteggere il violoncellista.
Il violoncellista narrato nel libro è Vedran Smailović, il quale espresse pubblicamente sdegno per la pubblicazione di questo libro, non essendo stato consultato dall'autore prima della pubblicazione e perché non fu chiesto il permesso di utilizzare la sua fotografia per la copertina.
E' un romanzo che si legge velocemente, ma purtroppo è fuori produzione. Io sono riuscita a rintracciare una copia usata del libro ma è stato complicato, nuovo è introvabile. Se non doveste riuscire ad acquistarlo vi consiglio di provare in qualche biblioteca.

Maschere per un massacro. Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia - Paolo Rumiz


Questo libro è stato scritto subito dopo la fine della guerra (1996) e cerca di spiegare cosa ci sia stato veramente dietro lo scoppio del conflitto. Rumiz ci fa riflettere sul fatto che più che "razziale" fu in realtà una colossale fregatura con la creazione di un conflitto ad hoc per nascondere le ragioni politiche e il fatto che lo scontro fosse tra due concezioni di vita: una arretrata e violenta e l'altra moderna e cosmopolita.
Se lo si legge senza conoscere i vari avvenimenti durante la guerra non si riesce a comprendere a pieno il racconto perché l'autore dà per scontati gli avvenimenti di cui narra il "dietro le quinte".
Ammetto di aver fatto parecchia fatica a leggerlo, sia perché lo leggevo in treno (non nel pieno delle mie capacità mentali né all'andata né al ritorno) e sia perché sono consapevole di non avere una conoscenza della guerra tale per cui potessi comprendere a pieno gli avvenimenti narrati.

Sarajevo ti entra nel cuore. Viaggio in Bosnia-Erzegovina in bicicletta - Fabio Masotti


Questo libro non parla della guerra dei Balcani ma di un tour in bicicletta che, partendo da Split, attraversa la Bosnia-Erzegovina alla ricerca di indizi per cercare di capire il conflitto.
Mi è piaciuto molto come libro, Non è una guida per un tour in bicicletta della Bosnia-Erzegovina, ma il racconto di in viaggio in una terra che cerca di rinascere dopo la guerra.
Vi riporto la pagina in cui parla di Sarajevo, credo non ci sia modo migliore per descrivere la città.
" Visitare Sarajevo è come innamorarsi, un colpo di fulmine, un amore languido e focoso insieme che ti prende l'anima. Come forse in nessun'altra città d'Europa - e Sarajevo è Europa - puoi capire meglio il passato, il presente e anche immaginare il futuro di questo nostro travagliato e straordinario continente. Perché qui, più che altrove, si respirano insieme diversità, contraddizioni, somiglianze. A Sarajevo la storia diventa sostanza della quotidianità, carne e materia, ti soffia addosso il suo ansimare attraverso la geometria dei suoi quartieri, palazzi, piazze, ponti, lapidi e cimiteri che non sono solo meraviglie architettoniche da fotografare ma anche, e sopratutto, esistenza che senti presente, attuale, tessuto vivo di uomini e donne che sono vissuti e vivono in ordinata armonia o in feroce contrasto tra loro.
La città è femmina e bella, religiosa e laica, libera, asservita, oltraggiata. Dignità forte, altera, capacità di sopportare le ingiurie degli uomini. E di guardare avanti con entusiasmo.
Sarajevo ti scivola dentro fin quasi dal primo impatto coi suoi grigi quartieri periferici che si sciolgono verso il centro in un alternarsi di austeri palazzi asburgici e spazi verdi, oggi ben tenuti. Poi, proprio come una bella donna, ti fa invaghire di lei con quel suo continuo avvicendarsi di architetture - ottomana, austro-ungarica, slava - ognuna delle quali, con le sue residenze signorili, i suoi slarghi e si suoi luoghi di culto, ti tesse il racconto di un preciso periodo storico. E ti entra nel cuore. "

Non chiedere perché - Franco Di Mare


Questo libro è il primo romanzo di Franco Di Mare nel quale narra la storia di Marco De Luca (che rappresenta lo stesso autore), giornalista di guerra inviato a Sarajevo nel 1992. Durante un servizio per documentare il bombardamento di un orfanotrofio incontra una bambina, l'unica bambina bruna tra tantissimi bambini biondi, e se ne innamora. E' proprio lei che lo porterà a inseguire quello che per tutti è un sogno irraggiungibile.
Attraverso questo libro l'autore vuole raccontare la sua vera storia, la bambina è sua figlia Stella adottata proprio a Sarajevo. 
Ho scoperto questo libro guardando la mini serie RAI L'angelo di Sarajevo con Beppe Fiorello.

Il profumo della pioggia nei Balcani e Fiori di tiglio nei Balcani - Gordana Kuic

 

Questi due romanzi narrano la storia delle donne della famiglia Salom, una famiglia ebrea sefradita che vive a Sarajevo durante lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Tutte le sorelle, in un modo o nell'altro faranno scelte di vita anticonformiste e ribelli per il tempo in cui vivono.
La madre dell'autrice è una delle sorelle, Blanki, la quale si innamora di Marko un serbo ortodosso ricco e colto. Lui si rifiuterà per anni di presentarla in pubblico e di sposarla per non andare contro alle regole della società del tempo ma non si lasceranno mai.
I due romanzi proseguono di pari passo con la storia, partendo dall'assassinio dell'arciduca Ferdinando fino agli anni Sessanta.
La storia delle sorelle, di tutte le difficoltà che hanno dovuto attraversare negli anni a causa degli eventi storici mi è piaciuta molto. Ho divorato i libri nei miei viaggi in treno.


Li conoscevate già questi titoli? Avete altri libri da consigliarmi che parlano dei Balcani?


Grazie al mio fratellino per le foto per questo post, seguitelo su instagram e su flickr.

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